Progetti formativi finanziati

Progetti formativi finanziati

Alform organizza percorsi formativi con diverse tipologie di finanziamento siano essi provenienti da Progetti Regionali banditi come da L236/2003 o da Fondi Interprofessionali.

Alform si interfaccia con gli Enti finanziatori come Ente attuatore, laddove ha già ottenuto Accreditamento o Ente delegato

AlForm offre alle aziende consulenza per l'analisi, la progettazione e la realizzazione di progetti formativi finanziati dai Fondi Paritetici Interprofessionali o, come prima indicato da Regioni che hanno attivato Piani secondo L236/2003.

Alform gestisce per l'azienda cliente la predisposizione del formulario e l'allestimento della pratica e del piano formativo, progettando e coordinando le attività formative previste.

 

COSA SONO I FONDI PARITETICI PROFESSIONALI

 

I Fondi Paritetici Inteprofessionali nazionali per la formazione continua sono organismi di natura associativa promossi dalle organizzazioni di rappresentanza delle Parti Sociali attraverso specifici Accordi Interconfederali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

I Fondi nascono da accordi tra le parti sociali e tra questi e i governi realizzati negli anni '90. Tali accordi prevedevano la costituzione di Fondi bilaterali, gestiti dalle parti sociali, che utilizzando lo 0.30% del monte salari che le imprese versano all'INPS, realizzino piani formativi aziendali, settoriali, territoriali e individuali.

Nel corso del 2003, con l'istituzione dei primi dieci Fondi Paritetici Interprofessionali, si realizza quanto previsto dalla legge 388 del 2000, che consente alle imprese di destinare la quota dello 0,30% dei contributi versati all'INPS alla formazione dei propri dipendenti. I datori di lavoro potranno infatti chiedere all'INPS di trasferire il contributo ad uno dei Fondi Paritetici Interprofessionali, che provvederà a finanziare le attività formative per i lavoratori delle imprese aderenti.

I Fondi Paritetici Inteprofessionali nazionali per la formazione continua ad oggi rappresentano la più grande opportunità di cui le aziende (di ogni settore) possono disporre per finanziare piani formativi mirati agli specifici fabbisogni di aggiornamento e qualificazione del proprio personale dipendente, attraverso appunto il contributo dello 0,30% già oggi versato obbligatoriamente all'Inps (il cosiddetto "contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria") sul modello UNIEMENS(EX DM/10).

I datori di lavoro potranno infatti chiedere all'INPS di trasferire il contributo già versato all'Inps ad uno dei Fondi Paritetici Interprofessionali, che provvederà a finanziare le attività formative per i propri lavoratori (senza alcun tipo di contributo aggiuntivo).

QUALI SONO

Sono formalmente costituiti, con la relativa approvazione del Ministero del Lavoro, i seguenti Fondi:

FONDO

DESCRIZIONE

1

Fondimpresa

Fondo per i lavoratori delle imprese industriali

2

Fondirigenti

Fondo per i dirigenti industriali

3

For.te

Fondo per i lavoratori del commercio, del turismo, dei servizi, del credito, delle assicurazioni e dei trasporti

4

Fon.dir

Fondo per i dirigenti del terziario

5

Fon.ar.com

Fondo per i lavoratori dei settori del terziario, artigianato, delle piccole e medie imprese

6

Fondo formazione Pmi

Fondo per i lavoratori delle piccole e medie imprese industriali

7

Fondo dirigenti Pmi

Fondo per i dirigenti delle piccole e medie imprese industriali

8

Fondo artigianato formazione

Fondo per i lavoratori delle imprese artigiane

9

Fon.coop

Fondo per i lavoratori delle imprese cooperative

10

Fon.ter

Fondo per i lavoratori delle imprese del settore terziario: comparti turismo e distribuzione - servizi

11

Fond.e.r.

Fondo per la formazione continua negli enti ecclesiastici, associazioni, fondazioni, cooperative, imprese con o senza scopo di lucro, aziende di ispirazione religiosa

12

Fondoprofessioni

Fondo per la formazione continua negli studi professionale e nelle

aziende ad essi collegati

13

For.agri

Fondo per la formazione continua in agricoltura

14

Fondazienda

Fondo per la formazione continua dei quadri e dei dipendenti dei comparti del commercio-turismo-servizi, artigianato e piccola e media impresa

15

Fondo banche

assicurazioni

Fondo per la formazione continua nei settori del credito e delle assicurazioni

16

Formazienda

Fondo per la formazione continua sottoscritto tra l'organizzazione datoriale

Sistema Commercio e Impresa e quella sindacale Conf.s.a.l.

17

Fonditalia

Fondo per la formazione continua nelle industrie e nelle piccole e medie

imprese

18

Fondo formazione

servizi pubblici

Fondo per la formazione continua nei servizi pubblici

I CRITERI ISPIRATORI DEI FONDI E COSA FINANZIANO

- Promuovere e finanziare piani formativi aziendali, territoriali o settoriali, concordati tra le parti sociali;
- Promuovere e finanziare attività di sostegno ai piani per la formazione continua;
- Promuovere e finanziare attività di qualificazione e di riqualificazione per le figure professionali di specifico interesse del settore produttivo, nonché per lavoratori a rischio di esclusione dal mercato del lavoro;
- Promuovere e finanziare anche azioni individuali di formazione continua dei lavoratori dipendenti
- Promuovere interventi di formazione continua sull'igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro per gli aspetti non disciplinati e finanziati dalle specifiche disposizioni in materia.

DIFFERENZA TRA UN PIANO FORMATIVO ED UN PROGETTO DI FORMAZIONE

I Fondi possono finanziare esclusivamente Piani Formativi anche se di diversa tipologia (aziendali, settoriali, territoriali e individuali). Il Piano formativo si differenzia da un normale progetto di formazione in quanto deve essere obbligatoriamente condiviso dalle parti sociali. Ad esempio, nel caso di un Piano formativo aziendale, esso dovrà essere formalmente approvato sia dall'impresa, sia dalla rappresentanza sindacale aziendale (o in mancanza di questa, dalle organizzazioni sindacali territoriali). Stessa cosa per i Piani formativi territoriali o settoriali, che dovranno avere l'approvazione delle organizzazioni di rappresentanza (datoriali e sindacali) competenti territorialmente o settorialmente. Rispetto ad un semplice progetto formativo, un Piano è disegnato per rispondere a fabbisogni chiaramente individuati e rapportati ad un arco temporale definito (in genere si parla di piani annuali di formazione).

COME SI ACCEDE AL FINANZIAMENTO

Secondo specifici calendari decisi dalla Direzione di ciascun Fondo, periodicamente nell'arco dell'anno, i Fondi pubblicano avvisi con relative procedure per la stesura di progetti/piani formativi e per la partecipazione ai bandi di richiesta finanziamento.

Solo i progetti che avranno raggiunto un determinato punteggio saranno ammessi al finanziamento. Clausola fondamentale è l'iscrizione da parte delle aziende al Fondo al quale si vuole richiedere il finanziamento. Fa spesso punteggio l'anzianità di iscrizione.

CHI PUO' ADERIRE AI FONDI

a) datori di lavoro che versano i contributi contro la disoccupazione involontaria e che applicano integralmente i contratti collettivi di riferimento. I predetti soggetti potranno essere assistiti, anche mediante la presentazione del Piano formativo, dalle organizzazioni costituenti il Fondo, dalle associazioni di categoria aderenti alle organizzazioni costituenti il Fondo, nonché da enti bilaterali.
b) in caso di gruppo di imprese, la Società capogruppo, esclusivamente per i propri lavoratori e lavoratrici, o per quelli del Gruppo ovvero una delle società costituenti il gruppo;
c) consorzi di imprese costituite ai sensi dell'art. 2602 del codice civile, per i propri lavoratori e lavoratrici o per quelle delle aziende consorziate;
d) Associazioni Temporanee di Impresa e/o Associazioni Temporanee di Scopo.
Come aderire ai fondi

DESTINATARI

I destinatari dell'attività formativa sono i lavoratori e le lavoratrici delle imprese tenute a versare il contributo di cui all'art. 12 della legge n. 160/1975, così come modificato dall'art. 25 della legge quadro sulla formazione professionale n. 845/1978 e successive modificazioni. Sono da considerarsi come imprese tutti i datori di lavoro che versano i contributi contro la disoccupazione involontaria. Sono inclusi tra i destinatari dell'attività formativa anche i lavoratori stagionali che nell'ambito dei 12 mesi precedenti la presentazione del piano abbiano lavorato alle dipendenze d'imprese assoggettate al contributo di cui sopra e iscritte al fondo.

QUALI SONO I CRITERI DI FINANZIAMENTO DEI PIANI DI FORMAZIONE

Le imprese che presentano i piani debbono cofinanziarli, in quanto gli interventi di formazione continua, da realizzare nel quadro dei bandi dei fondi, si configurano come aiuti di Stato e devono quindi rispettare le normative comunitarie in materia. Per co-finanziamento s'intende che la formazione dovrà avvenire in orario di lavoro, fatto salvo per gli stagionali che potrà effettuarsi anche prima o alla scadenza del periodo di lavoro. Altra forma di co-finanziamento può essere la messa a disposizione di strutture aziendali e/o di esperti aziendali. I fondi finanziano progetti di formazione generale e di formazione specifica.
Per «formazione generale», ai sensi del Regolamento 68/01, s'intende la formazione che comporta insegnamenti non applicabili esclusivamente o prevalentemente alla posizione, attuale o futura, occupata dal dipendente presso l'impresa beneficiaria, ma che fornisca conoscenze professionali ampiamente trasferibili ad altre imprese o settori di occupazione e che pertanto migliori in modo significativo la possibilità di collocamento del dipendente.

La formazione è «generale» se, per esempio:

1) è organizzata congiuntamente da diverse imprese indipendenti ovvero ne possono beneficiare i dipendenti di diverse imprese
2) è riconosciuta, certificata e convalidata dalle autorità o dagli organismi pubblici o da altri organismi e istituzioni ai quali gli Stati membri o la Comunità abbiano attribuito competenza in materia.

Per «formazione specifica», ai sensi del Regolamento 68/01, s'intende la formazione che comporta insegnamenti direttamente e prevalentemente applicabili alla posizione, attuale o futura, occupata dal dipendente presso l'impresa beneficiaria e che fornisca professionalità che non siano trasferibili ad altre imprese o settori di occupazione, o che lo siano solo limitatamente.
Tutti i fondi nei bandi, o avvisi, parlano di piccole, piccolissime e medie imprese. Ai sensi della nuova Raccomandazione della Unione Europea, con tali termini s'intendono:
Imprese di media dimensione quelle che hanno:
a) un numero inferiore a 250 dipendenti;
b) un fatturato annuale minore o pari a 50 milioni di euro (era di 40 milioni nel 1996);
c) un totale di bilancio che non supera i 43 milioni di euro ( era di 27 milioni nel 1996).
Imprese di piccole dimensioni quelle che hanno:
a) meno di 50 dipendenti;
b) un fatturato minore o pari a 10 milioni di euro (era 7 milioni nel 1996);
c) un totale di bilancio sempre di 10 milioni (era di 5 milioni nel 1996).
Imprese di piccolissime dimensioni quelle che hanno:
a) meno di 10 dipendenti,
b) un fatturato inferiore o pari a 2 milioni di euro (cifra in passato non definita),
c) la stessa cifra indicata anche per il totale di bilancio annuale.

CHI SONO I SOGGETTI CHE POSSONO PRESENTARE I PIANI FORMATIVI

a) università, pubbliche o private, o strutture ad esse collegate;
b) soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso una delle regioni italiane,
c) soggetti accreditati presso i fondi, secondo il Regolamento stesso;
d) soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En Iso 9001:2000 settore Ea 37

COME CI SI ISCRIVE AL FONDO DI APPARTENENZA

L'iscrizione ad uno dei Fondi è naturalmente facoltativa ma è opportuno precisare ancora una volta che la mancata adesione non esonera l'impresa dal contributo dello 0,30% che dovrà comunque essere versato all''INPS.

I datori di lavoro interessati, dovranno indicare nel modello UNIEMENS (EX DM/10) il Fondo al quale intendono aderire. L'indicazione dovrà essere preceduta dalla dicitura "adesione Fondo" e dal codice relativo al Fondo prescelto; nell'apposita casella dovrà, altresì, essere indicato il numero dei dipendenti per cui l'impresa versa il contributo dello 0,30% (contribuzione contro la disoccupazione involontaria).

Resta sott'inteso che tale iscrizione non penalizza in alcun modo il datore di lavoro, che anzi beneficia di possibilità di finanziamento alle quali altrimenti non avrebbe diritto. Tutto ciò senza oneri ulteriori.

L'adesione è revocabile: ha validità annuale e si intende tacitamente prorogata, salvo disdetta.

Normative che regolano l'adesione/revoca

La normativa in materia di Fondi interprofessionali per la formazione continua è stata, negli ultimi due anni, oggetto di significative innovazioni.

In particolare, l'art.19, comma 7-bis, del DL 29 novembre 2008, n. 185, convertito nella legge 28 gennaio 2009, n. 2, e l'art. 7-ter, comma 10, della legge 9 aprile 2009, n. 33, hanno apportato modifiche al quadro normativo di riferimento.
Le nuove disposizioni incidono sulla disciplina che regola il funzionamento dei Fondi interprofessionali, sul fronte delle adesioni e delle revoche e degli effetti finanziari che da queste conseguono. Poiché la nuova formulazione della norma supera implicitamente la precedente impostazione (che, nel fissare al 31 ottobre di ogni anno il termine per esprimere le adesioni e/o le revoche, stabiliva che gli effetti delle stesse decorressero dal 1° gennaio dell'anno successivo) Inps, oltre a confermare l'utilizzo della denuncia contributiva come strumento di comunicazione di adesioni, revoche dai Fondi e/o revoche con contestuale trasferimento ad altro Fondo, ha stabilito che le scelte vengano esercitate durante l'intero anno solare e di far decorrere gli effetti di queste ultime dal periodo di paga nel quale le stesse vengono indicate, e non più dal 1° gennaio dell'anno successivo.

L'adesione ai Fondi ha validità annuale ed in mancanza di espressa revoca si intende tacitamente rinnovata di anno in anno.

RIEPILOGANDO

L' adesioni ai Fondi dovranno essere comunicate all'INPS dai datori di lavoro interessati, compilando il modello UNIEMENS (EX DM 10) con le seguenti modalità:

  • indicare nel modello UNIEMENS il codice relativo al Fondo di adesione (v. la sottostante tabella), preceduto dalla dicitura "adesione fondo";
  • riportare nell'apposita casella il numero dei lavoratori interessati all'obbligo di versamento del contributo; nessun dato va invece indicato nelle caselle del numero di giornate, delle retribuzioni e delle somme a debito.

I codici di adesione per ciascuno dei Fondi sopraelencati sono i seguenti

FONDO

CODICI MODELLO UNIEMENS

CODICE ADESIONE

CODICE REVOCA

1

FONDIMPRESA

FIMA

REVO

2

FONDIRIGENTI

FDIR

REDI

3

FOR.TE

FITE

REVO

4

FON.DIR

FODI

REDI

5

FON.AR.COM

FARC

REVO

6

FONDO FORMAZIONE PMI

FAPI

REVO

7

FONDO DIRIGENTI PMI

FDPI

REDI

8

FONDO ARTIGIANATO FORMAZIONE

FART

REVO

9

FON.COOP

FCOP

REVO

10

FON.TER

FTUS

REVO

11

FOND.E.R.

FREL

REVO

12

FONDOPROFESSIONI

FPRO

REVO

13

FOR.AGRI

FAGR

REVO

14

FONDAZIENDA

FAZI

REVO

15

FONDO BANCHE ASSICURAZIONI

FBCA

REVO

16

FORMAZIENDA

FORM

REVO

17

FONDITALIA

FEMI

REVO

18

FONDO FORMAZIONE SERVIZI PUBBLICI

FISP

REVO

Tabella aggiornata dei fondi interprofessionali

Le comunicazioni di revoca devono essere effettuate indicando nel modello UNIEMEMS i codici "REDI" (per la revoca da uno dei fondi istituiti per i dirigenti) e "REVO" (per tutte le altre), preceduto dalla dicitura "revoca adesione". Nessun altro dato deve essere riportato nelle restanti caselle.

Ogni impresa può aderire solamente ad un Fondo, anche di settore diverso da quello di appartenenza.

Ogni fondo ha regole e parametri suoi propri.